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13Dicembre 2007in Leggi e PDL
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Disposizioni in materia di previdenza dei Consiglieri della Regione Lazio
Su iniziativa del Consigliere Alessio D’Amato
Art. 1
A partire dalla IXª Legislatura, fatti salvi i diritti acquisiti, cessa di applicarsi la disciplina dell’assegno vitalizio.
Art. 2
Presso il Consiglio regionale è istituito il “Fondo pensioni dei Consiglieri della Regione Lazio”, disciplinato con apposito Regolamento deliberato dall’Ufficio di Presidenza entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge. Il Fondo non incide sul bilancio del Consiglio regionale.
Art. 3
Il fondo è amministrato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale integrato da un rappresentante di ciascun gruppo consiliare. Esso è alimentato esclusivamente dai contributi obbligatori dei Consiglieri regionali di cui al comma 1 dell’art. 6 della L.R. 2 maggio 1995, n. 19 e successive modificazioni e dai risultati ottenuti dal Fondo.
Art. 4
Il bilancio del Fondo è allegato come gestione speciale al bilancio del Consiglio regionale.
Art.5
La presente legge non si applica ai Consiglieri regionali cessati dal mandato o in carica fino all’VIIIª Legislatura inclusa, per i quali rimarrà valido il trattamento dell’assegno vitalizio di cui alla legge regionale n. 7 del 16 marzo 1973 e successive modificazioni.
Art. 6
Ogni posizione in contrasto con la presente legge è abrogata. In particolare sono abrogate le norme relative all’assegno vitalizio di cui alla legge regionale n. 7 del 16 marzo 1973 e successive modificazioni.
RELAZIONE
La presente proposta di legge regionale, che consta di sei articoli, è diretta a sostituire l’assegno vitalizio determinato in percentuale sull’indennità di carica più la diaria spettanti ai Consiglieri regionali, con la costituzione di un Fondo di previdenza complementare e integrativa, alimentato esclusivamente dai contributi obbligatori dei Consiglieri regionali, quali quote mensili dell’indennità di carica percepita, e dagli interessi maturati sullo stesso fondo, senza contribuzione da parte della Regione.
La proposta di legge intende rispondere concretamente ad esigenze di riduzione della spesa, restituendo responsabilità al ruolo del Consigliere regionale di fronte ai cittadini senza, peraltro, intaccare il quadro di garanzie sancito dallo Statuto e dalle leggi regionali vigenti a tutela dei diritti del singolo Consigliere, che deve poter svolgere dignitosamente e compiutamente la propria funzione istituzionale al servizio dell’intera Comunità regionale.
Nello specifico, con effetto dalla prossima Legislatura regionale (IXª), viene eliminato l’assegno vitalizio e istituito un “Fondo pensioni”, garantendo i diritti acquisiti dei consiglieri cessati dal mandato e di quelli tutt’ora in carica. Il Fondo pensioni sarà amministrato dall’Ufficio di Presidenza con l’apporto di un rappresentante per ogni gruppo consiliare sulla base di un Regolamento deliberato dallo stesso Ufficio di Presidenza.
Alessio D’Amato































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