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4Gennaio 2006in Mozioni
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Manifesti informativi per le donne in gravidanza
al Presidente del Consiglio Regionale
MOZIONE
Oggetto: Manifesti informativi per tutte le donne italiane e/o straniere in gravidanza.
Il Consiglio Regionale del Lazio
Premesso che
la legge 194 del 1978 recita "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza."
Il Servizio Sanitario Nazionale assicura a tutti i cittadini l'assistenza medica di base, specialistica ed ospedaliera, erogando servizi specifici per le famiglie e per la persona;
le donne immigrate che non hanno un regolare permesso di soggiorno possono richiedere il tesserino STP quale Straniero Temporaneamente Presente che gli permetta di avere un'assistenza sanitaria e relativo accesso agli ambulatori, ospedali e consultori familiari;
il complesso degli ospedali, ambulatori, consultori ed uffici che operano sul territorio regionale provvedono alla salute della popolazione;
le donne immigrate in gravidanza che non sono in possesso di permesso di soggiorno possono richiedere per il periodo della gestazione e per i sei mesi successivi alla nascita del bambino, il permesso di soggiorno attestando la presunta epoca del parto;
tutte le donne italiane o straniere hanno diritto a non riconoscere il figlio appena nato; tale atto non è considerato reato e non espone le donne ad alcun tipo di segnalazione alle autorità garantendo l'anonimato.
Considerato che
sul territorio della Regione Lazio è sempre più numerosa la presenza di donne immigrate;
molti nuclei famigliari si trovano in condizione di scarse risorse economiche per pagare le cure mediche;
nella cronaca spesso si verificano eventi raccapriccianti di neonati abbandonati o uccisi;
non è più accettabile che tali fatti facciano parte di "notizie" e dell'indifferenza della popolazione.
Premesso che
le Regioni, al fine di garantire quanto disposto dagli Artt. 2 e 5 della legge 194/78 debbono redigere "un programma annuale d'aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti sul territorio regionale";
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA e L'ASSESSORE ALLA SANITA'
all'affissione di manifesti in lingua italiana, inglese, francese, arabo, tedesco, spagnolo, russo e cinese, che informino tutte le donne, italiane e straniere, anche quelle non in regola con il permesso di soggiorno che:
a) possono ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza entro 90 giorni di gestazione presso le strutture sanitarie pubbliche;
b) hanno diritto, gratuitamente, ad effettuare analisi cliniche e di laboratorio, visite specialistiche, corsi di preparazione alla nascita, al ricovero per il parto e a tutte le cure eventuali;
c) hanno diritto a non riconoscere il figlio appena nato, tale atto non è considerato reato, la donna non sarà esposta a nessun tipo di segnalazione alle autorità ed è garantito l'anonimato nel modo più assoluto;
d) prima del parto la donna potrà specificare che non intende riconoscere il neonato;
e) il bambino in breve tempo sarà affidato ad una famiglia;
f) le donne immigrate che non beneficiano di tutela economica della maternità hanno diritto ad un assegno per un periodo di 5 mesi dopo la nascita del figlio.
I manifesti dovranno essere personalizzati per municipio, poiché su ognuno di questi verranno riportati anche gli indirizzi ed i numeri telefonici utili all'ottimizzazione della informazione.
Roma, 04 gennaio 2006
Il Consigliere
Alessio D'Amato































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